ROMA (Reuters) - Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, (!!!)
è andato in onda il 09 novembre durante il telegiornale delle 20,
auspicando che sia ripristinata l'immunità dei parlamentari dalla giurisdizione...
«I padri costituenti inserirono nella Costituzione l'istituto dell'immunità
parlamentare. Non lo fecero perché erano dei malandrini ma lo fecero
perché quella norma era necessaria per evitare che il potere giudiziario
arrivasse a condizionare il potere politico»,
ha detto Minzolini in diretta al tg di maggiore ascolto.
Sta informando i telespettatori della sua prossima candidatura
Come parlamentare nel partito del suo padrone Berlusconi…
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare
Stefano Cucchi è stato arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre scorso.
Trascorre la notte in caserma e l'indomani, con un processo per direttissima,
il giudice dispone l'arresto in carcere in attesa dell'udienza successiva.
Mentre sono ancora in attesa di vedere il figlio, una settimana fa
i familiari ricevono dai carabinieri la notifica del decreto col quale
il pm autorizzava l'autopsia sul corpo di Stefano. E' così che i genitori
e la sorella vengono a conoscenza della morte di Stefano.
Il "drug wipe", che ha una percentuale di infallibilità vicina al 100% è stato testato su 50 parlamentari, i cui volti sul video saranno nascosti. Clamorosi i risultati: "positivo" il 32%; il 24% per erba, l'8% per coca.
(questi erano i risultati di 3 anni fa !!!! per la precisione ottobre 2006...
ed ora chissà come sarebbe la situazione ??)
oh, neppure uno arrestato, e massacrato di botte... chissà perchè !!!!!
epperò il crocefisso non si tocca !
perchè la religione cattolica fa parte della tradizione italiana....
GIA' GIA'... COME LA PIZZA, IL MANDOLINO...LA MAFIA, L'OMERTA' !!!
e non si capisce perchè negli edifici pubblici non ci sia la foto del presidente della repubblica...
30 ottobre 2009. Anche le scimmie sanno come dire addio: una ventina di scimpanzé in una riserva del Camerun hanno reso omaggio in perfetto silenzio alla salma della loro decana, una scimmia di nome Dorothy, che veniva preparata per il funerale in una riserva del Camerun.
La foto, scattata da Monica Szczupider ,è stata pubblicata sul numero di novembre del National Geographic. Mentre i guardiani della riserva preparavano il corpo di Dorothy per la sepoltura le sue compagne si sono radunate in circolo appoggiate l'una all'altra senza fare alcun rumore.
Lo sguardo degli scimpanzé disegna il dolore degli animali per la morte della loro compagna. Dorothy era la leader di un gruppo di circa 25 esemplari del centro di Sanaga Yong raccolte dai custodi della riserva dopo avere perso le rispettive madri uccise dai cacciatori.
CONDIVIDONO LA PIETA'...
CHI PUO' PENSARE CHE NON POSSANO
CONDIVIDERE ALTRO CON NOI...
IL DOLORE, L'AMORE, L'AMICIZIA...
SIAMO NOI CHE STIAMO PERDENDO
OGNI OCCASIONE PER FAR
PIU' GIUSTO IL MONDO.
NON LORO.
Leggono, ritagliano e incollano. Spulciano i giornali alla ricerca di notizie sullo loro cara Italia. A Lovanio, vicino Bruxelles, per la famiglia Caprioli raccogliere informazioni sul Bel Paese è un tenue collegamento agli affetti, alle origini. Sono ristoratori e acquistano i giornali italiani che vengono pubblicati. E, ultimamente, restano colpiti dalle dieci domande di Repubblica al Premier. Decidono, con materiali raccolti anche da Repubblica.it, di fare un bel collage. Per qualche mese i Caprioli continuano: leggono, ritagliano e incollano. Ed espongono. Sì, perchè alla finestra della cucina di casa loro (non del ristorante), sulla strada principale di Lovanio, in Belgio, sono incollati, ben visibili ai passanti, le dieci domande di Repubblica.
Ma "c'è un problema". La famiglia Caprioli abita nello stesso stabile del Consolato Italiano a Lovanio. E, un bel giorno, l'esercizio filologico familiare viene notato da un non meglio specificato senatore del Pdl che passa lì per caso. Apriti cielo. Se "farabutti" e "sovversivi" possono essere tollerati in patria, all'estero no: fuori dai confini non hanno diritto di cittadinanza.
"Martedì ho ricevuto una telefonata dal console onorario, Fabrizio di Gianni" dice a Repubblica.it Giuseppe Caprioli, il pater familias. "Il console mi dice che c'è un problema con quel collage, con le domande di Repubblica, e mi chiede di toglierle". Ma Giuseppe Caprioli non ci sta. Già diverse volte ha esposto dalla finestra della sua cucina ritagli di giornale su altri argomenti legati al nostro Paese e "non c'è mai stato nessun problema".
La storia non finisce lì. Il giorno dopo a Caprioli arriva la telefonata del console italiano a Bruxelles. "Una telefonata abbastanza dura, nella quale mi dice che non può tollerare che ci siano offese allo Stato italiano proprio nel palazzo del consolato e che arrivano molte sollecitazioni dal ministero degli Esteri". Ma Caprioli non demorde. "Quali offese? Le dieci domande di Repubblica non sono offese allo Stato, sono, appunto, dieci domade rivolte a Berlusconi". Le domande restano in bella mostra, "é una questione di principio".
Per il Console onorario a Lovanio, Fabrizio Di Gianni, è invece una questione di contiguità: "Dopo molte lettere e segnalazioni ricevute da cittadini italiani di passaggio, ho fatto notare con gentilezza a Caprioli che data la vicinanza tra l'ufficio del consolato e la sua abitazione, forse era meglio spostare il collage. Ma la libertà d'espressione della persona è intangibile". Di Gianni non nega che tra le segnalazioni ci sia stata anche quella di un senatore e aggiunge di aver fatto aggiungere nell'atrio un cartello in cui il consolato prende le distanze da qualunque collage appeso alle finestre circostanti: "La libertà dell'amico Caprioli è comunque intangibile" conclude.
E, infatti, Caprioli non demorde. Ma non demordono nemmeno gli altri. Iniziano ad arrivare telefonate, "pressioni da tutte le parti, amici che mi dicono di essere stati chiamati per intercedere". Ma non se ne parla, "la mia famiglia resiste". Le domande restano.
Giuseppe Caprioli si arma di codice civile, carta e penna e scrive al Console italiano. "Mica possono fare qualcosa. Mica possono far togliere con la forza i ritagli di giornale che ho incollato", e ancora: "La cucina è mia, mica del consolato onorario di Lovanio". Una resistenza suffragata dalle consuetudini della città belga. "Quì è quasi un'usanza. Tutti mettono alle loro finestre ritagli di giornale, poster e quant'altro". Libera finestra in libera Lovanio. Per questo Giuseppe continua a scrivere e a difendere la propria posizione. E si avvale dell'informatica e dei social network, Facebook innanzitutto. Crea un gruppo dove mette le foto della finestra della sua cucina, "Finestra non a disposizione", e scrive ai giornali.